21 gennaio 2017

Talking About: Comics

Le Cose Così, Labadessa 


Salve a tutti, lettori! 
Anche oggi mi sto ritrovando a scroccare internet dal laboratorio di informatica del mio liceo, perché a casa il Wi-Fi manco si sa cos'è. E andiamo così. Disagiati fino in fondo.
Oggi vorrei parlarvi di un tizio che amo alla folli, e che reputo un eroe. Il perché? Perché lui dice le cose che tutti pensano ma nessuno ha le palle di dire, l'uomo uccello a sfondo giallo, il famoso fenomeno del web conosciuto come Labadessa!
Non ricordo esattamente come sono venuto a conoscenza della sua pagina (link in fondo al post) ma adesso non posso veramente fare a meno delle sue vignette.
Ma presentiamo un po' questo ragazzo, anche copiando spudoratamente la bio trovata su internet.
Mattia Labadessa, napoletano classe '93. Fa un sacco di roba figa poi decide di aprire una pagina facebook dove "raccontare" momenti di vita vissuta con risvolti tragicomici con un retrogusto di volgarità e cinisco umorismo british che ci sta sempre bene. Nel giro di pochissimo, questo uomo-uccello, grazie allo spamm brutale dei lettori, come lo chiamo io, fa diventare Labadessa un vero fenomeno di internet.
I suoi disegni, fatti con penna o dita direttamente su touch screen,con colori piatti come rosso, bianco e nero a sfondo giallo sono diventati iconici e riconoscibilissimi.
Da dove nasce l'uomo uccello?
Come ha detto lui in un intervista per Rolling Stones, una volta aveva disegnato un tizio con un naso molto a punta che sembrava un becco. Da qui il passaggio per l'uomo uccello é stato breve, ed è nato un personaggio del quale lo stesso Labadessa si riconosce molto.
Il successo, dell'uomo uccello, è dovuto semplicemente al fatto che tutti noi, prima o poi nella vita, abbiamo vissuto almeno una volta una di quelle situazioni che ci vengono destritte tramite vignette. Come dicevo all'inizio "cose che tutti pensano, o vivono, ma che pochi hanno davvero le palle di dire a voce alta".
Insomma, chi non si è mai chiesto almeno una volta cosa fare nel caso che un terremoto ti colga in pigiama oppure scalzo. Ma di certo nessuno la usa come frase per rimorchiare.
Da qui la decisione di pubblicare, tramite la collana Shockdom, una raccolta di alcune delle sue illustrazioni. Così nasce "Le Cose Così".
E adesso le cose meno serie. Tipo che ieri Labadessa era a Bologna alla Feltrinelli a fare firma copie e io sto ancora cercando di ignorare tutte le figure di merda che ho fatto. Giuro, è un mezzo miracolo se non sono inciampato dall'emozione, ma dettagli. Quel ragazzo è stavo davvero fantastico, disponibilissimo, faceva pure vignette extra su fogli volanti se glielo chiedevi. Senza contare i selfie. Che io non ho fatto perché sono un incapace con il telefono nuovo e ho decido che ne avevo a basta di umiliarmi pubblicamente. 
Mi sa che il tipo in fila dietro di me (fila che tra l'altro era eterna, mannaggia non me lo sarei mai aspettato) mi stava odiando profondamente.
Scusa amico, se ho chiesto due vignette extra. Ti ringrazio per non avermi sgozzato all'Assassin Creed.
Anyway, ho letto il libro mentre ero lì in fila per fare l'autografo, e devo dire che fa veramente sputtanare dal ridere.
"Le Cose Così", il meglio del meglio di Labadessa, le cose a caso che gli uomini fanno quando sono con i loro amici, le loro fidanzate, o quando semplicemente ognuno si fa i cazzi suoi.
Vi prego, se non lo conoscete, andate sulla sua pagina.
Se lo conoscete ma se non avete ancora acquistato "Le Cose Così" PER L'AMOR DI DIO FATELO. Piuttosto ve lo regalo io, ma leggetelo.
Ve ne prego.
Non ve ne pentirete assolutamente.

Neeks


*Voce di fuori campo*
"Oh, ma rega, che gran cazzo di filmone è Le Follie dell'Imperatore?"  
"Un gran cazzo di filmone."




Link utili a caso (?)
Labadessa
Mattia Labadessa

10 gennaio 2017

Il Lounge di Neeks, 10

Believe, Hollywood Undead 

 
Salve a tutti, lettori. Spero vogliate scusarmi per questa mia così prolungata assenza, ma sono state davvero delle settimane particolari, e non me la sentivo proprio di scrivere un post. Forzarmi in tal senso mi sarebbe parso falso.
Un anno fa, in occasione del primo dell’anno avevo postato quello che mi auguravo sarebbe stato un post di buona fortuna per i dodici mesi successivi.
Oh, che piccolo illuso che ero.
Un anno fa a quest’ora mi trovavo in centro a Bologna e probabilmente ero appena uscito dal ristorante dopo essermi ingozzato di sushi a livelli indecenti, con alcune delle persone che nei mesi seguenti avrebbero segnato profondamente la mia esistenza.
Senza sapere nulla, ignaro di tutto. Che quel senso di inadeguatezza che provavo da una vita e che nascondevo con vergogna si sarebbe tradotto in un drastico outing di “Credo di essere trans. No, rettifico, lo sono”. Che mio padre sarebbe morto nove mesi dopo, lasciandomi devastato e con un retrogusto di fallimento personale che mi perseguita ogni giorno. Che la persona con la quale chattavo quattro ore al giorno tutti i giorni si sarebbe rivelato un tale, inestimabile, tesoro, un fratello, un amico meraviglioso. Che sarebbe stato così difficile comunicare con la tua migliore amica che si trova a sei ore di fuso orario di distanza, maledetto Canada, non potevi essere più vicino? Che avrei trovato quella cosa che cercavo da sempre, quel pezzo mancante del puzzle della mia anima dove meno mi sarei aspettato di trovarlo, che ne avrei abusato nel tentativo di capire come metterlo al suo posto, ma che alla fine in un qualche modo ogni cosa sarebbe andata al suo posto.
Non potevo sapere nulla, ed ora che invece so cosa è successo il me di un anno fa mi sembra una persona così lontana da quello che sono diventato. Ma va bene così, è la vita. Le persone cambiano e in quest’anno sono certamente cambiato molto, e anche se ho corso più volte il rischio di diventare qualcosa di orribile, penso di essere migliore di prima.
Più consapevole, autocosciente.