The Pamphlet, 20/11/2016

Transgender Day of Remembrance

Perchè nel 2016 servono ancora le ricorrenze “in morte di...”?


Oggi è il 20 novembre 2016, e io ho appreso della ricorrenza che cade oggi solo una decina di giorni fa, spulciando sull’account instagram di Aydian Dowling, cosa che faccio solo quando mi sento partircolarmente determinato a raggiungere il livello di autocoscienza hegeliana che ha lui (no, non si vede che sono appena uscito da una serie interminabile di lezioni su Hegel, che tra l’altro mi è piaciuto un botto).
A quel punto, una volta fatto un piano e scroccato il computer della classe durante l’intervallo per poter programmare il post, eccomi qui.
Momento del preambolo: cosa è il Transgender Day of Remembrance?
Il Transgender Day of Remembrance è una ricorrenza della comunità LGBT+ che cade ogni 20 novembre per commemorare tutte le vittime di odio e pregiudizio: la transfobia. Venne istituito nel 1999, dopo l’ennesimo omicidio di una donna, Rita Hester di soli 34 anni, l’anno precedente.
Rita era afroamericana, ed era trans, e fu uccisa nel suo stesso appartamento.
Per mera curiosità ho provato a googlare “percentuali di bullismo”, e nelle anteprime dei siti web che mi erano comparsi ho visto numeri che mi hanno fatto rivoltare lo stomaco, e non ho acuto il coraggio di aprire le pagine. A primo impatto, tuttavia, mi è parsa subito chiaro che c’erano dei gap notevoli tra bullismo rivolto a persone straniere contro persone native, tra maschi e femmine, ma mai una volta ho visto citato anche atti di aggressività a sfondo omofobo. Un po' come se i gay o i trans* non esistessero.
E forse, per Rita Hester, trans e afroamericana, sarebbe stato meglio se chi l’ha uccisa l’avesse ignorata.
Quindi perché, nel 2016, abbiamo ancora bisogno di celebrare eventi come il TDoR o eventi simili? Perché dobbiamo ancora forzatamente ricordare e rievocare (remembrance, per l’appunto) la crudeltà e i comportamenti retrogradi dell’umanità?
Mentre fissavo il foglio bianco di word, tentando io stesso di dare una risposta ad una domanda che forse una risposta non l’avrà mai, mi è venuta in mente una parola, una sola, breve parola.
PULSE.
Ho reagito come reagisco sempre quando penso a tutte le stronzate che l’uomo può arrivare a compiere: mi sono arrabbiato. Perché prima ancora di essere trans, o bisex, o quello che volete, sono un essere umano decente e pensante, ed in quanto tale mi sembra impossibile che ancora oggi, dopo tutte le conquiste fatte per i diritti umani basta solamente che un pazzo disperato si procuri un fucile e si metta a sparare su delle persone in un locale, uccidendone 49 e ferendone più di 50. La mia testa si rifiuta di concepirlo.
Ma c’è una ltro piccolo dettaglio, che in origine avevo ignorato, e che mi ci è voluto un po' per notare. Ho notato (leggendo un articolo del LA FALLA) che, nel caleidoscopio di stragi verificatosi negli ultimi mesi, quello del Pulse, dopo l’iniziale scalpore, è poi passato quasi sotto silenzio. Del Bataclan si è parlato approfonditamente, ma del Pulse? E non è stato solo il mancato Je suis Orlando, come hanno fatto notare in tanti, a sottolineare la differenza di interesse per quello accaduto in America. È stato il semplice fatto che quello, alla fine, era un locale gay.
Al Bataclan poteva esserci chiunque, ma in un locale gay ci vanno solo i gay, quindi a chi interessa? Beh, lasciatevelo, dire, sono stronzate. Dovrebbe interessarvi per il semplice fatto che, anche ai più retrogradi può sembrare strano, erano esseri umani anche loro.
Aydian Dowling sul suo account ha parlato di un motto messicano, riferendosi al TDoR “They tried to bury us. They didn’t know we were seeds”, [Hanno provato a seppellirci. Non sapevano che noi siamo semi].
Penso che questo sia esattamente la quinta essenza di ciò che il TDoR voglia trasmettere.
Perché non importa tutto quello che ogni idiota che incontreremo sulla nostra strada potrà gettarci addosso. Bisogna comunque continuare a combattere.
Quindi si, abbiamo ancora bisogni di commemorare i nostri morti, anche dopo tutti questi anni. Serve a chi scende nell’arena per poter andare avanti a sostenere le battaglie per le quali loro combattevano. Serve anche agli avversari, per ricordare loro che noi non molliamo, qualunque cosa accada. Che nonostante il Pulse, l’ignoranza mediatica, nonostante gli italianissimi (perché solo in Italia si poteva fare una cosa simile) family day, noi come comunita LGBT+, andiamo avanti.
Il Transgender Day of Remembrance è fatto per dare coraggio, e speranza, perché sono due cose delle quali tutti abbiamo ancora, troppo, bisogno.
Perché nessuno di noi vuole essere la nuova Rita Hester, nessuno di noi vuole essere uno dei 49 ragazzi e ragazze del Pulse, ed è proprio per questo che dobbiamo rimboccarci le maniche, e continaure a combattere.
Ma questo non vale solo per gli LGBT+, vale per tutti.
Per ogni causa per la quale state combattendo, che siano i panda, o il cancro, o la fame del mondo.
Dobbiamo tutti continuare a combattere.


E voi, cosa ne pensate?

Neeks









LINK UTILI

·         MIT. Il Mit (Movimento di Identità Transessuale) è l’associazione ONLUS dalla cui equipe medica io sono in cura da giugno, ma opera a Bologna da circa 20 anni. Offre svariati servizi: consultorio, sportello legale, promozione di informazione e cultura, difesa e tutela dei diritti umani, organizza numerosi eventi culturali.
·        Il Cassero. Il Cassero è il comitato provinciale Arcigay di Bologna, un circolo politico, culturale, sociale, impegnato in rassegne artistiche, laboratori dedicati alla tutela e al benessere della nostra comunità (e per nostra intendo di tutti, non solo degli LGBT+). È nato degli anni ’70 all’interno dei movimenti studenteschi gay di Bologna, e da allora in Italia ci sono più di 100 circoli di Arcigay, che fanno tutti capo al Cassero (!). (Vi giuro che non lo sapevo prima di spulciare il loro sito, ma mi fa incredibilmente fieri di essere Bolognese). Collabora con altre associazioni quale il MIT, il LILA (Lega Italiana Lotta AIDS), IDA (Iniziativa Donne AIDS) e il progetto Cassero Salute.
·        Aydian Dowling. Aydian Dowling è un attivista transgender FtM, youtuber, speaker motivazionale e un imprenditore a capo della Point 5cc, linea di abiti per persone transgender che promuove gli interventi di riassegnazione di genere. È apparso sulla copertina del numero di aprile 2015 del FTM Magazine, ed ha riproposto il famoso scatto di Adam Levine (certo che sapete di quale scatto sto parlando, dai, quello con lui nudo). Al momento, inoltre, è nettamente in testa con 40.000 voti per vincere il premio dell’annuale Ultimate Guy Search indetto dalla rivista Men’s Health.