25 giugno 2016

Lounge di Neeks, 2

I'm Still Here, John Zreznik


Ed eccoci di nuovo qua, miei lettori.
Come avevo anticipato nel mio Lounge precedente, voglio raccontarvi più nel particolare che cosa mi è successo nell’ultimo anno e mezzo. Perché parlarne anche con voi?
Perché questo blog è importante per me. E per proprietà transitiva lo sono anche i miei lettori, e voglio condividermi con voi.
Il mio percorso, il mio divenire, è iniziato nel settembre del 2014, ed è durato fino alla primavera di quest’anno.
È stato difficile? Certo, è stata una delle cose più difficili che abbia mai fatto.
È stato doloroso? Oh, potete scommetterci. A volte è stato così doloso che non pensavo che ce l’avrei fatta, che pensavo di essere ad un passo dal mollare.
Ma non l’ho fatto, non ho mollato. E, fortunatamente, è cambiato tutto in meglio.

16 giugno 2016

The Pamphlet, 11/06/2016

Il Mein Kampf di Hilter e la polemica di (anche) Matteo Renzi

Propaganda nazista o comprensione del passato?



Benvenuti nel primo articolo del mio “The Pamphlet”, che trova base nella notizia diffusa dai telegiornali l’11 Giugno. Sfortunatamente quel giorno ero orribilmente privo di connessione web e non ho potuto postare, ma ho comunque deciso di mantenere la data ‘originale’, anche se è passato qualche giorno.
Come immagino che saprete tutti, Il Giornale ha deciso di stampare copie del Mein Kampf di Adolf Hitlet, da accompagnare al quotidiano vero e proprio. Al che, è scoppiato il macello generale, e nel giro di poche ore chiunque, come direbbe il mio insegnate di filosofia, ‘ci stava dentro’ alla notizia si è schierato su due fronti completamente diversi. 
Tipo come in Civil War, ecco.
Da una parte ci sono quelli che la pensano allo stesso modo del candidato sindaco di Milano Stefano Parini, che ha sostenuto che la pubblicazione di tale documento era offensiva per le famiglie italiane che erano state vittime del sistema nazi-fascista, scelta editoriale che il nostro presidente del consiglio Matteo Renzi ha definito “squallida”, e che Laura Boldrini ha definito “decisione grave”.
In risposta è intervenuto Alessandro Sallusti, direttore del quotidiano, che ha sostenuto la sua totalmente opposta opinione, ovvero che la pubblicazione di quel libro non era finalizzata ad uno scopo propagandistico, anche perché in tale modo sarebbe perseguibile dalla legge italiana, e neanche ad una scelta elettorale (Il Giornale sostiene il candidato Parini, che, come dicevo sopra, ha ripudiato la decisione della pubblicazione del testo) bensì consistesse in un “edizione commentata per capire dove si può annidare il male”, cito testualmente le sue parole, aggiungendo poi che il suo obbiettivo era voler "far conoscere l'origine della più grande tragedia del Novecento".
A lui ha risposto, a sua volta, il Presidente dell'Unione Delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna, che ha nuovamente definita "squallida" e "indecente" l'operazione editoriale attuata da Sallusti, dicendo poi che lui avrebbe consigliato la distribuzione di altri libri più adeguati alla comprensione della Shoah, piuttosto che quello.
E sono solo la punta dell'iceberg, poiché molti altri politici si sono schierati da una parte o dall'altra.
Io, nel mio piccolo, la penso come il direttore Sallusti. Anzi, non ho paura di dire che, se me se fosse presentata l’occasione, l’avrei preso anche io. Perché?
Perché è comprensione, e la comprensione di come Hitler ragionava, della sua mentalità, è la cosa più vicina che abbiamo per rispondere alla domanda “Perché?”, la domanda alla quale da decenni tentiamo invano di dare una risposta.
Il filo del ragionamento di Sallusti è questo: l’ignoranza porta al caos, la conoscenza no. Quello che lui si riproponeva di fare, era la diffusione di un libro che avrebbe potuto aiutare a muoversi all'interno di una mente deviata come quella di Adolf Hitler, di capire cosa l'aveva portato a fare quello che ha fatto. La conoscenza è potere, ed in questo caso si sarebbe trattato del potere di dare una risposta definitiva.
Anche per questo ha affidato la critica e il commento dell’edizione a Francesco Perfetti, che ha quando ho letto di lui, beh, non è il primo tizio che uno becca andando al Conad. È uno che ci sa fare sul serio, nel campo della storia contemporanea.
E poi perché ha detto una cosa, un piccolo dettaglio, una parola: origine.
È indiscutibilmente vero che Adolf Hitler, il suo carisma, il suo progetto politico, fossero all'origine di quel  tremendo genocidio che oggi chiamiamo Shoah. E allo stesso modo in cui scienziati si interrogano sull'origine dell'universo, gli storici devono necessariamente interrogarsi sulle origini, sulle cause, di un dramma come quello della Seconda Guerra Mondiale.
E ritengo che il Mein Kampf sarebbe stato un buon punto di partenza, se gli si fosse stata data la possibilità.
Alla fine, quelli che saranno otto libri, poiché il progetto originale consiste in otto libri sul Terzo Reich avrebbe dovuto essere un corrispettivo di quello stesso, analogo, progetto che stanno facendo in Germania dove, allo scadere dei diritti d'autore posseduti dal Land della Baviera, il Mein Kampf, "La Mia Battaglia", la battaglia di Hitler, è stato ripubblicato con finalità analoghe a quelle difese da Sallusti, ma che ha riscosso molto più successo del progetto italiano.
La mia opinione finale? Che la reazione di molti politici italiani ha dimostrato che la comprensione in ambito storico tramite la letteratura è qualcosa che ancora non è del tutto chiara.
E che, fondamentalmente, sotto sotto c'è qualcosa che non va.

E voi cosa ne pensate?
Fatemi sapere le vostre opinioni in merito!

Neeks


15 giugno 2016

Talking About: Novellas

The Lost Files: The Legacies, Pittacus Lore (J. Frey)


Ed eccoci di ritorno, con la prima recensione dopo mesi di silenzio!
Allora, la cosa è questa. Punto uno: nei buoni propositi per il 2016 avevo messo di recensire tutta la saga dei Lorien Legacies, ma, punto due: il 28 di Giugno esce United As One, il settimo ed ultimo libro della suddetta saga, e io sono qui a piangere già da Maggio.
Quindi, ho cambiato lievemente piano.
Ho deciso di recensire, invece che la saga vera e propria, i The Lost Files. Ma che cosa sono esattamente?
La prima risposa che mi viene in mente è: “Una cosa che dovete assolutamente leggere, soprattuto se siete fan della saga”.
[Fan tipo come me. Io ho una sorta di ossessione per quella saga. Mi ha intrippato troppo.]
La seconda risposta, quella seria è: “I Lost Files sono racconti o raccolte di racconti spin-off, scritti dall’autore, che sono praticamente dei lunghi missing moments o racconti di fatti già accaduti rispetto alla storia dei libri”.
Al momento sono usciti quindici racconti, io ne ho letti undici, ma ne possiedo dodici. Metterò prossimamente le mani anche sui restanti, non appena ho ricaricato di soldi il mio account Kobo.
Sfortunatamente, mi risulta che esistano solo in versione digitale e solo in lingua inglese, questo significa che ce li ho tutti su Bestemmi8, il mio adorabile KoboMini, di cui potrete leggere la biografia nella nuova sezione “Bio & Details”. E ragazzi, sul serio, leggerli in inglese è stata la cosa più bella di sempre.
Ho deciso che mi unirò ufficialmente a quella fascia di estremisti che sono totalmente contro il doppiaggio non originale e i libri tradotti. Bevenuto mondo in lingua originale!
Ok, sto divagando. Torniamo in carreggiata.
AHEM, oggi ho deciso di recensire i primi tre racconti che sono usciti, e che sono stati successivamente riuniti nella raccolta initolata “The Legacies”, ovvero “Le Eredità”.
Giovani Garde e giovani Cêpan, preparatevi a scoprire cose che vi sorprenderanno.

13 giugno 2016

Il Lounge di Neeks, 1

Life, Axios


Ho fallito nel mantenimento dei miei buoni propositi per l’anno nuovo, in particolare in quello relativo al non lasciare il blog in silenzio stampa per troppo tempo.
Cosa che ovviamente poi ho fatto, dato che l’ultimo aggiornamento risale a marzo.
Shame on me.
Ultimamente sono successe un po' di cose nella mia vita, che l’hanno stravolta abbastanza.
Tutta questa lunga serie di avvenimenti mi hanno portato a riconsiderare molto alcuni aspetti della mia vita, degli anni trascorsi, rivalutando completamente alcune cose che ho iniziato a vedere sotto una luce diversa.
Ma di questo ve ne parlerò la prossima volta.
Ho dato un’occhiata ai mesi passati qui nel mio Lounge, e per quando io sia felice di dove siamo arrivati, che è decisamente più di quando mi aspettassi all’inizio, contando anche la sporadicità con cui aggiorno, ho deciso che si cambia regime.