3 febbraio 2016

Talking About: Books


Will ti presento Will, 

J. Green, D. Levithan

 

Salve a tutti! Finalmente sono uscita dal “PERIODO NEL SUICIDIO NEURONALE”, ovvero le quattro (indicative) settimane di verifiche e interrogazioni no-stop, e quindi eccomi qua, libera e felice, a proporvi l’ultimo libro che ho letto.
Ma prima di iniziare, vorrei fare una premessa, cercando di essere il più breve possibile.
Non sono una che crede che esiste qualcosa che coordina le nostre vite, che sceglie in partenza cosa saremo. Ma c’è una cosa su cui sono fermamente convinta, ed è il caso. Il caso che durante la nostra vita ti fa incontrare certe persone o ti fa capitare certe cose proprio in un momento preciso, proprio quando ne hai più bisogno, o puoi capirle e apprezzarle appieno. È la vita stessa che si decide da sola, che si riscrive da sola.
Io ho una categoria di libri che corrispondono a questa descrizione. I libri che “ho aspettato di leggere per tutta la vita”. Libri che magari avevi già notato, che magari giacevano tra la polvere negli scaffali. Libri che un giorno tu prendi in mano, e ti srotolano un intero universo davanti agli oggi.
Il libro di oggi, è uno di quelli, per lo meno per me.
Più io andavo avanti nella lettura, più mi rendevo conto che sotto molti, forse troppi, aspetti, in quel libro si parlava anche di me. E più leggevo, più diventava difficile staccarsene. Forse è per questo che un romanzo all'apparenza di poche pretese, un classico ma frizzante young adult con risvolti decisamente gay, mi è rimasto impresso così tanto. Perché in quelle pagine ci sono anche io, così come potrebbe esserci ognuno di noi.
Ecco perché per me era importante parlarne qui.
La storia è questa: due ragazzi, di nome William Grayson, sono i protagonisti principali, due voci che si alternano nella narrazione. Due omonimi, che di incontrano una sera nell’ultimo posto in tutta Chicago dove due ragazzi come loro potrebbero incontrarsi. Due Will completamente diversi, il cui mondo è completamente diverso. 
E poi succede quello in cui credo io. Succede che da un incontro casuale, tutto cambia. I loro mondi avevano già iniziato a cambiare, poco a poco, mentre piccoli pezzi di intonaco cadevano dai muri che i due ragazzi si erano costruiti intorno, più o meno a fatica, ma dopo questo incontro, tutto cambia radicalmente, tutto inizia a trasformarsi. È un divenire, un percorso, quello che i due ragazzi fanno i parallelo, ma che alla fine ha un'unica origine. E si dà il caso che questa origine abbia anche un nome: Tiny (che di scricciolo non ha nulla) Cooper, ovvero “la più grossa del mondo a essere molto, molto gay e anche la persona più gay del mondo a essere molto, molto grossa”. Io, personalmente, lo adoro. È un concentrato di allegria, e favolosità. Senza contare tutto il resto.
E alla fine, anche se sono i due Will ad essere i protagonisti, è tutto merito di Tiny. Il Will-con-le-regole, e il Will-senza-maiuscole, che senza quella povera anima non sarebbero nemmeno stato capaci di allacciarsi le scarpe.
È una storia che parla di amicizia, di amore, di crescita, nel modo esatto in cui piace a me, attraverso persone che vedono il mondo esattamente come l’ho visto io, o come lo vedo ora.
E questa cosa mi ha fatto letteralmente impazzire. Era come se tutto alla fine mi riconducesse lì.
Ne sono rimasta conquistata.
La scrittura dei due autori, simile ma non così tanto da non palesare che le menti dietro questo libro sono due. Scritture ironiche, sarcastiche, a tratti quasi cattive, parole che si leggono e si rileggono e che continuano a girarti per la testa.
Storia frizzante, sorprendentemente ricca di colpi di scena, una storia che non delude per niente. Una storia che non esiterei a rileggere una, due, mille altre volte.
Una storia quasi realistica, ma non troppo.
Dopotutto, è solo un caso, una meravigliosa coincidenza, che due Will Grayson si incontrino.
Tutta la nostra vita, è una gigantesca, bellissima, coincidenza.
E sta a noi decidere come viverla. Se affrontare la vita di petto, cadere, rialzarsi, provare e fallire, se nascondersi dietro un muro di mutismo, mezze bugie e mezze verità, se vivere cercando una colonna sonora per tutto. Se amare oppure no. Se lasciarsi amare, oppure no. Se lasciare andare, perdonare, accettarsi e accettare gli altri. Se essere grati.
Sta a noi decidere, sta a noi scegliere.
Sta tutto qui. Una scelta nostra, o un caso, e tutto può essere riscritto. Tutto può essere cambiato, e migliorato.
Una storia che insegna molto, forse anche qualcosa in più di quello che dice.


Mitsuko