17 novembre 2015

Talking About: Comics

Original Sin – Guardiani della Galassia, B. M. Bendis, E. McGuinness, V. Schiti


Ovvero il mio fetish per la Marvel che torna all’attacco con una serie di tre albi che ho letto questa estate. Come si sarà notato, la serie appartiene alla collana di Original Sin cui avevo già parlato in precedenza, con l’albo Thor & Loki – The Tenth Realm.
Questa volta lo spin off è incentrato su due filoni narrativi, che scorrono in parallelo, occupando due metà distinte di ogni albo.
Nella prima, abbiamo il racconto di Peter Quill, in parte sotto forma di flash back e in parte tramite il dialogo/interrogatorio con Gamora, sulla sua scampagnata nel cancroverso insieme a Thanos, un orda di Avengers versione malvagia e il Cubo (alias, Tesseract), e l’altra, che è la mia preferita tra le due, incentrata sulla ricerca di Jesse Alexander da parte del figlio Sam (alias, Nova), anche grazie all’aiuto di Rocket Racoon, membro dei Guardiani della Galassia, di cui Sam ha fatto parte per un po’.
Detto questo, un po’ di back ground, che non avevo fatto la volta scorsa, o per lo meno lo avevo solo accennato.
Il fattore scatenante dello spin off denominato Original Sin è la morte dell’Osservatore da parte di nessuno sa chi (tranne gli spoiler, gli spoiler sanno sempre chi è l’assassino, e dato che ti vogliono male ci tengono a fartelo sapere. Della serie “Storie di una fangirl ingenua, che dopo anni crede ancora che i social abbiano pietà di lei”), e il furto del suo occhio. Perché rubare un occhio? Beh, bisogna dire che Uatu, facendo parte della razza degli Osservatori, era in grado di registrare tutti gli avvenimenti in corso nel multiverso, venendo così a conoscenza di molte informazioni.
A seguito di varie vicende, era stato ucciso e uno dei suoi occhi era stato usato come bomba su Manhattan, ma molti degli eroi che si trovavano nei pressi dell’esplosione, avevano ricevuto come delle “visioni”.
Questo è il modo in cui Thor era venuto a conoscenza di un piccolo dettaglio famigliare. Una sorella nascosta chissà dove nell’universo. Cose che capitano tutti i giorni, insomma.
Ed è così che Sam scopre che il padre, misteriosamente scomparso da anni, è ancora vivo.
Da qui parte la sua avventura. Grazie ad un nome che il ragazzo ha sentito pronunciare nella visione, Nova riesce man mano a collegare le vicende che avevano visto suo padre come protagonista e arrivando, non solo ad essere tanto vicino a ritrovare il padre, ma anche a conoscerlo meglio, comprendendo che tipo di uomo, e che tipo di Nova, fosse stato.
Quella che si viene a creare è una situazione quasi speculare, in cui Sam ripercorre i passi di Jesse, incontrando chi lo aveva conosciuto quando era nelle forze Nova, andando dove il padre era solito andare, ritrovandosi nelle stesse situazioni.
Il tutto viene raccontato la leggerezza ed ironia, tipica sia di Sam, ma anche soprattutto di Rocket, che è il migliore quando si tratta di sdrammatizzare una situazione critica!
Un’accoppiata senza eguali, non c’è che dire.
Mi chiedo cosa accadrebbe a mettere quei due nella stessa stanza con Deadpool. Penso che ne uscirebbe qualcosa di davvero esilarante.
Per quanto riguarda l’altro filone, quello in cui Peter si ritrova in mutande legato a una sedia con Gamora che lo interroga, la faccenda è diversa.
Qui i toni più leggeri e ironici vengono un po’ a perdersi, per essere sostituiti da una situazione molto più drammatica e sofferente, in primis per Peter, che viene costretto a rievocare quello che ha passato. Il racconto di Quill è intriso di disperazione durante i flash back, e da una sorta di gelido distacco durante l’interrogatorio. Anche l’ambientazione è completamente diversa, e dagli ambienti colorati e affollati di Nova passiamo alle lande cupe e spoglie del cancroverso, un'unica piana rocciosa, il teatro dello scontro prima contro Thanos, e poi contro i Rivendicatori.
Thanos. L’adorabile Matto Titano in piena modalità “conquistatore” mentre gli altri semplicemente lo picchiano. Le tavole a colori dei combattimenti di quel tizio mettono i brividi, giuro. Tra quelle e le parole di Star-lord, ti viene un’ansia che quando giri la pagina ti sembra di essere ad un passo dall’infarto. E un discorso analogo vale per Drax, che pensa poco, e mena tanto.
Richard Rider invece ha un comportamento più simile a quello di Star-lord. Un po’ più umano, ecco tutto.
Al Quill fuori dal cancroverso, invece, si contrappongono figure come Rocket o Groot, che avevano pacificamente accettato il ritorno dei ragazzi, senza porsi troppe domande, o Gamora, che invece non è particolarmente felice che le si sia mentito.
Ricordatemi di non farla arrabbiare, in futuro. Non vorrei trovarmi nel panni di Quill.
Di certo, non si tratta di albi che un appassionato Marvelliano può perdersi. Io stessa sto dando la caccia ai numeri che mi sono persa, sperando nel frattempo in una ristampa, o che da qualche parte sia rimasto un volume invenduto.
See ya!

Mitsuko

Per leggere il primo Talking About della collana: Original Sin Thor & Loki - The Tenth Realm