Talking about: Books

La locandiera, Carlo Goldoni


In origine questo post doveva essere pubblicato chissà quanto tempo fa, ma avendolo salvato nella cartella sbagliata, ho dimenticato di farlo.
Quindi oggi iniziamo parlando di libri, di classici della letteratura. Una delle ultime volte che sono andata dalla Feltrinelli, quindi un paio di mesi fa, ne sono uscita con due libri.
Uno dei due era “After” di Ann Todd, di cui dirò solamente che nel momento di pagarlo ho dovuto buttare giù il solito rigurgito di bile che mi sale ogni qual volta che vedo un romanzetto rosa. Ma era un regalo di compleanno per un amica, e non potevo tirarmi indietro, capitemi.
L’altro libro è quello di cui voglio parlare, il libro a cui sono uscita abbracciata nemmeno fosse Gesù bambino, alias, “La locandiera” del Goldoni. Sin da momento in cui tre anni fa sono entrata nella compagnia teatrale studentesca del mio liceo, il mio amore per il teatro e tutto ciò che lo riguarda è cresciuto esponenzialmente. Vi lascio quindi immaginare il brodo di giuggiole in cui mi sono sciolta quando ho visto che quel libro era nella lista dei “libri per l’estate” della mia prof di letteratura.
La gioia.
Ho sempre trovato molto affascinante quel testo, anche dai pochi estratti che normalmente le antologie propongono, e leggerne la versione integrale è stata per me una grande emozione, a tal punto che mi sono messa a recitarlo davanti a mia madre e mio fratello, facendo tutte le voci diverse per i diversi personaggi.
Il personaggio di Mirandolina, la celeberrima locandiera, mi ha sempre suscitato un misto tra fascino e divertimento. Dico celeberrima perché, a esclusione del Cavaliere di Ripafratta, misogino fino al midollo osseo, tutti i personaggi la conoscono, e soprattutto, tutti gli uomini la amano. Compreso quel buon uomo di Fabrizio, cameriere della locanda, che tra tutti è il più paziente, anche se sopporta fino ad un certo punto. Ma poi, ha ragione pure lui.
Il Goldoni ci propone personaggi all’apparenza banali, ma che nel loro confronto, nell’intrecciarsi delle loro vicende crea un ambientazione frizzante, scene a tratti anche piccanti, o per lo meno circondate da un alone di malizia.
Una storia semplice, ma che arriva dritta al punto, senza troppi giri a vuoto.
Una commedia godibilissima, con poche pretese, di quelle che è sempre bello rivedere a teatro.

Mitsuko



PS. Questo post l’ho programmato stanotte ad un orario improponibile, perché vi ricordo che oggi sarò al Lucca Comics and Games con il cosplay di Deneve (la versione nell'immagine qui accanto)! Se mi vedete in giro, mi farà piacere scambiare due chiacchiere con voi!


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