4 settembre 2015

Talking About: Comics

Original Sin Thor & Loki, il decimo regno, J. Aaron, A. Elwing, S. Bianchi, L. Garbett

 

Iniziamo parlando di fumetti, in precisione di un albo della Marvel che mi ha assolutamente mandata fuori di testa, ovvero “Original Sin Thor & Loki”.
Come già detto in precedenza, la Marvel è la mia piccola grande fissa, ed ho aspettato con trepidazione l’uscita di questo albo per mesi, prima di poterci mettere su le mani. Tre parole a proposito? Totally worth it.
La storia (di cui non vi spoilero nulla) è assolutamente geniale, è quel tassello del puzzle che mancava e di cui decisamente avevamo bisogno. E non solo la trama intricata, un intreccio tra passato, presente e futuro, di coincidenze di trovarsi al posto giusto al momento giusto (o nel posto sbagliato al momento sbagliato, dipende dalla prospettiva) vede l’inizio di una storia incredibile, capace di tenerti con il fiato sospeso fino all’ultima vignetta, ma anche i disegni, curati in ogni minimo dettaglio, e le tavole a colori sono una vera gioia per gli occhi. Le scene di combattimento sono dipinte con una maestria che le rende quasi fotografie.
Per quanto riguarda i personaggi, potrei farvi uno sproloqui di ore sull’argomento. Quindi vediamoli in sintesi (ma dove?):
- Odino. Su di lui non avevo molto da dire, in principio, si trattava dello stesso Odino di sempre, il sovrano indiscusso di Asgard, e quasi fino alla fine la mia opinione su di lui non si è spostata di una virgola. Invece, con mia sorpresa, mi sono dovuta parzialmente ricredere, quando alla fine ha svelato un lato che prima non era mai emerso, una traccia di umanità che a quando pare c’è anche in lui. Alla fine è stato quasi commovente. Quasi.
- Thor. Thor, beh, è sempre lui. Sempre il biondo muscoloso, che parla di sé in terza persona e tende a divinizzare Asgard più di quanto sia necessario. Un Thor che decisamente non ha ancora capito quando è il momento di deporre l’ascia, ops, il martello di guerra e darsi alla diplomazia. Un Thor che, soprattutto, non ha ancora capito quando dovrebbe stare zitto e lasciare che Loki salvi le chiappe a entrambi, come al solito.
- Loki, ovvero il motivo principale per cui volevo quell’albo. E con mia gioia, di Loki in quel fumetto ce ne sono ben tre! La versione futura ed estremamente cattiva, che scruta l’universo con una palla di vetro e mangiando pop-corn mentre il fratello viene pestato, e il Loki del presente, che si vede mettere i bastoni tra le ruote nel suo tentativo di riappropriarsi del suo destino, scrollandosi di dosso la nomea di “villain”. Ho trovato un Loki estremamente divertente, con quel pizzico di sarcasmo che io adoro, un Loki sempre un passo davanti a tutti, e un piano di riserva per il piano di riserva, un Loki illusionista e ingannatore, ma che sa esattamente da che parte sta. Un Loki affascinante, ma anche lui con tutte quelle sfaccettature che lo rendono vivo, e questo vale sia per la versione futura che quella presente. E sotto qualunque forma si presenti, dal Loki che abbiamo presente a Lady Loki, beh, fa sempre la sua figura.
(Insomma, guardiamo la sua versione femminile, COSA NON É)
- Angela (e no, scordatevi che vi dica chi è). Di lei la cosa che mi ha colpito di più è il design, che secondo me rispecchia pienamente la sua indole da guerriera, un misto di sensualità e un ferocia da animale selvaggio pronto a sbranarti vivo. Su lei non posso dire molto altro [rischio spoiler, capitemi] ma sono curiosa di vedere come si evolverà quel personaggio suo corso. Non appena ne avrò l’occasione, vedrò di comprare qualche altro albo su di lei.
- la regina di Heven (anche qui per sapere di lei non dovete chiedere a me). Anche lei, come Angela, ha un design molto affascinante che la fa assomigliare ad uno splendido angelo della morte, con annesse tendenze megalomani.
- comparsa sporadica dello “Zio Cul”, la cui unica utilità è stata tenere impegnato Odino per la partita a scacchi più lunga della storia, ed essere malvagio, e di Freya che sembra uscita dal reparto abbigliamento per i ciberman di Doctor Who, anche lei fedele al suo ruolo di regina suprema.
Un ultimo dettaglio di cui in principio non mi ero resta conto (anche perché quando comprai quell’albo, non avevo fatto caso agli altri della stessa collana), è che il fattore scatenante della vicenda è lo stesso che farà partire anche il filone narrativo di Sam Alexander e Rocket alla ricerca di Jesse Alexander, padre del giovane Nova Nero, raccontato negli albi di “Original Sin Guardiani della Galassia”, insieme al racconto di Peter Quill su cosa sia accaduto nel cancroverso insieme a Thanos e Nova (Richard Rider, non Sam Alexander).
Insomma, tanta roba.

Mitsuko